Josefov: il quartiere ebraico di Praga

Quando ripenso a Praga il quartiere ebraico è il primo ricordo della città! Mi è piaciuto più di ogni altro posto visitato nella Capitale.

Il nostro itinerario parte dalla Sinagoga Maisel, oggi museo che ospita carte, argenterie, mantelli, oggetti di culto,…un buon punto di partenza per visitare il quartiere ebraico, delimitarne i confini.
La Sinagoga Maisel non conserva il suo aspetto originario e non è interessante dal punto di vista architettonico.
Per rimanere letteralmente ammaliati, seppur per motivi diversi, bisogna spingersi fino alla Sinagoga Vecchio-Nuova poco distante e alla Sinagoga Spagnola: la prima così antica e raccolta da sembrare scavata nella roccia, si dice che nel sottotetto vi siano i resti del Golem; la seconda così maestosa e decorata da lasciare a bocca aperta.

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Poco distante dalla Sinagoga Vecchio-Nuova si trova il Vecchio Cimitero Ebraico.
Arrivati all’ingresso troviamo una coda lunghissima e ringraziamo di essere arrivati presto e aver fatto il biglietto alla Sinagoga Maisel, dove non c’era nessuno! Superiamo quindi la fila e entriamo direttamente nel cimitero.
Un sentiero ci guida attraverso una enorme distesa di stele di pietra ammassate le une sulle altre, molte sovrastate da pietroline o bigliettini di carta accuratamente ripiegati, preghiere e pensieri che si accumulano.
All’ingresso del cimitero si trova la Sinagoga Pinkas, che oggi è un monumento agli ebrei di questa zona sterminati nei cambi di concentramento. Le bianche pareti sono interamente rivestite da lettere, ci avviciniamo e scopriamo essere riportati i nomi delle 80.000 vittime ceche della Shoah.
Salendo una stretta scala a chiocciola si arriva in una sala superiore che raccoglie i disegni dei bambini del campo di Terezin. Un enorme senso di tristezza ci pervade.

Passeggiando tra una Sinagoga e l’altra non si può non rimanere affascinati dai bei palazzi colorati, prendendo il bellissimo Viale Parigi, inondato di turisti, guardiamo le vetrine lussuose e arriviamo così in Piazza della Città Vecchia.
Torniamo sui nostri passi per goderci ancora un po’ la magia di questo quartiere, passeggiamo senza metà con il naso sotto la giacca e le mani in fondo alle tasche, infreddoliti.